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Governo Monti: pensioni di anzianità, verso un aumento del periodo di contribuzione

Mercoledì 30 Novembre 2011, 11:09 in Politica italiana di

Tra le misure al vaglio del governo Monti nel quadro del progettato piano di riforma previdenziale, possibile che la pensione di anzianità sia riconosciuta dopo 43 anni di contributi.

Immagine di anteprima per elsa-fornero.jpgLe pensioni di anzianità sono uno dei nodi sui quali il governo Monti sembra intenzionato a intervenire in misura piu' incisiva per fronteggiare la grave crisi economica che sta colpendo l'Italia.

Oltre alla riforma delle regole sulle pensioni di vecchiaia con l'accelerazione del passaggio al sistema contributivo e tutta una serie di misure che inciderebbero anche sulle pensioni di anzianità, il governo sta valutando di intervenire direttamente anche sul periodo minimo di contribuzione per il pensionamento anticipato innalzandolo dagli attuali 40 anni fino a 43 anni.

Attualmente, chi ha maturato 40 anni di contributi ha diritto alla pensione di anzianità indipendentemente dall'età anagrafica. Ben due terzi dei pensionamenti anticipati avvengono oggi proprio in questo modo, al di fuori del cosiddetto sistema delle quote (somma degli anni di contribuzione e dell'età anagrafica).

Il rimanente terzo, è regolato dal sistema delle quote. Per gli anni 2011 e 2012, possono accedere al pensionamento anticipato i lavoratori di almeno 60 anni con almeno 36 anni di contributi e quelli di almeno 61 anni con almeno 35 anni di contributi (quota 96). A partire dal 2013, saranno invece necessari, rispettivamente, almeno 61 anni di età con 36 anni di contributi o almeno 62 anni di età con 35 anni di contributi (quota 97).

Sul punto, sembra non esserci accordo tra il Ministero del tesoro e quello del Welfare.

Al Ministero del Tesoro, si ritiene necessario introdurre la cosiddetta "quota 100" a partire dal 2015, con la conseguenza, ad esempio, che per poter ricevere la pensione di anzianità a 62 anni, occorrerà aver maturato almeno 38 anni di contributi. I tecnici del Ministero del Welfare, ed in particolare il Ministro Elsa Fornero pensano invece ad un'età minima per il pensionamento anticipato da fissarsi a 63 o 64 anni con un periodo contributivo minimo di 35 anni.

Differenze solo apparentemente minime perché equivalgono a diversi miliardi di possibili risparmi per le casse dello Stato ed a corrispondenti sacrifici per i lavoratori che stanno per maturare i requisiti.

Quale delle due visioni prevalga, sembra sempre piu' probabile che per le pensioni di anzianità erogate indipendentemente dall'età anagrafica, sia stabilito  l'innalzamento del periodo contributivo minimo dagli attuali 40 anni a 41, 42 o forse 43 anni.

Accantonata l'ipotesi di un'abolizione formale, pura e semplice, delle pensioni di anzianità, questo gruppo di interventi al vaglio del nuovo governo sembrano pensati per rendere di fatto sempre piu' difficile ottenere la pensione di anzianità.

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12 commenti
12
03 Gen 2012
alle 16:49

frenki

se andiamo avanti di questo passo vedremo tanti vecchietti in fabbrica i giovani disoccupati sempre che le fabbiche rimangano aperte perchè solo con le tasse non si risolvono certi problemi se la gente non tiene soldi non spende comunque io sono solo un povero operaio certi discorsi sono censurati 

11
03 Gen 2012
alle 14:22

domenico

Come sempre in Italia si passa da un eccesso all'altro, pensioni baby, de ipolitici ecc..Io sono un lavoratore precoce, quest'anno avrò 36 anni di contributi e speravo di potermi riposare tra 4...invece sono diventati 6....ed in più con la penalizzazione!!!! E chissà se le cose rimarranno così...sono indignato, demoralizzato e voglio andarmene via dall'Italia dove non mi sento tutelato. Saluti

10
29 Dic 2011
alle 13:44

mauro

sono an chi o un lavoratore prcoce avendo cominciato a 14 anni me ne mancano ancora ma mi sto chiedendo se mai la vedremo questa pensione vorrei che provassero loro a lavorare 40 anni in fabbrica o fare lavori pesanti dicono che la vita si è allungata ma non si campa tutti fino a 100 anni questi fanno tutto per non darcela questa è la ricetta anti crisi  i calciatori vanno in pensione ?

9
20 Dic 2011
alle 01:03

Ornella

mio marito ha maturato quarantanni, a ottobre e l'inps a detto che deve andare primo novembre 2012,pero' mio marito e' in mobilita' fino a marzo percepisce l'indennita',e noi come facciamo a vivere ,io vado in mobilita' a gennaio anch'io non ho piu' il lavoro la ditta ha cessato l'attivita'due anni e otto mesi quando abbiamo fatto il calcoli andavo giusti... poi Motti a cambiato le regole proprio per noi che abbiamo iniziato a quindicianni e nessuno fa niente per noi tutti zitti come pecoroni ci vogliono togliere tutta la dignita'fattemi sapere qualcosa ,

se si puo' qualcosa

8
10 Dic 2011
alle 11:04

umberto

sono nato nel 1957 e maturo 40 anni di contributi a febbraio 2013. Quando potro andare in pensione? Quale trattamento verrà applicato?

7
06 Dic 2011
alle 21:37

giorgio

sono un lavoratore precoce nato nel 1959 ho 38 anni versati lavoro dall'eta' di 14 anni ma quanto devo lavorare?

6
06 Dic 2011
alle 14:35

giovanni

sono un lavoratore precoce ho iniziato a lavorare a 16 anni nato nel 1956

compiro' 40 di versamento nel 2013 quanto dovro' ancora lavorare per poter riposare

mi sembra una cosa ingiusta che dite!!!!!!!!!!!!!

5
04 Dic 2011
alle 22:17

paperone

Mi associo a SG anche io con pressioni aziendali accordi sindacali e di governo nel 2008 ho accettato di andare in prepensionamento,a dicembre 2012 avro 60 anni e 40 di contributi versatomi dall'azienda dove lavoravo,e quindi anche io mi ritrovero a non avere ne l'eta' ne i contributi da versare  senza lavoro e senza stipendio o pensione,(da premettere che non ho neanche troppa  salute avendo una malattia rara sono costretto a fare ogni mese 2/3/e avolte anche piu' trasfusioni)

4
03 Dic 2011
alle 15:14

pigi

questo governo è illegittimo chi la votato? mandiamolo subito a casa prima di essere ridotti alla fame  con le pensioni abbiamo già dato fino all'ultima goccia che paghino quelli che non hanno mai pagato forse vuole rimpinguare ancora una volta le casse delle banche?

 

 

3
01 Dic 2011
alle 20:33

tiziano

Sono un lavoratore dipendente che nel settembre 2012 farà 60 anni di età e maturerà 37 anni di contribuzione. ricollegandomi al suo articolo dichiaro di essere attualmente in cassa integrazione con le problematiche da voi citate e do' la mia disponibilità per novità o ulteriori confronti.

Saluti Tiziano Mazza

2
01 Dic 2011
alle 20:08

stefano

Io dico solo  al signor Mastropasqua, Fornero e compagnia che dovrebbero  lavorare una settimana in fabbrica e vedere come si sta prima di dire che andare in pensione a 58 anni dopo aver iniziato a 14 lavorando in una fabbrica per piu di 40 anni  è troppo presto

1
30 Nov 2011
alle 19:19

sg

Con la presente segnalo un importante problema che sta emergendo con la riforma che il Governo Monti intende mettere in atto. Mi riferisco ai lavoratori che maturerebbero i requisiti di pensionamento nel corso del 2012 in base all’attuale quadro normativo e che, su pressione delle Aziende, hanno già lasciato il lavoro previa un accordo di prepensionamento. 

In caso di modifiche ai meccanismi che regolano le pensioni, queste persone si troverebbero di fatto senza reddito, in quanto disoccupate a 60 anni e senza possibilità di riassunzione. 

Premesso quanto sopra, mi appello a tutti coloro che si ritrovano in questa situazione affinche si uniscano le forze per mettere in atto un’iniziativa che ci tuteli mantenendo l’attuale normativa previdenziale. Da input sindacali i lavoratori interessati sarebbero circa 20.000. Sarebbe opportuno ed equo che il governo e le forze politiche trovassero un punto di convergenza per 

risolvere questo particolare caso.

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