Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato oggi il suo programma di governo dinanzi al Senato della Repubblica. Quello di Monti è stato un discorso perfetto, chiaro nei contenuti, elegante nello stile, impeccabile nella capacità di non scontentare troppo nessuna delle forze dello scacchiere politico. Ma quello di Monti è stato anche un discorso vecchio, nel quale sono state ripetute linee programmatiche che centrosinistra e centrodestra annunciano di voler seguire da ormai vent'anni, ma che non hanno mai seriamente implementato.
Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato oggi il suo programma di governo in occasione dell'ottenimento della fiducia al Senato della Repubblica. Quello di Monti è stato un discorso perfetto, chiaro nei contenuti, elegante nello stile, impeccabile nella capacità di non scontentare troppo nessuna delle forze dello scacchiere politico. Ma quello di Monti è stato anche un discorso vecchio, nel quale sono state ripetute linee programmatiche che centrosinistra e centrodestra annunciano di voler seguire da ormai vent'anni, ma che non hanno mai seriamente implementato.
Crescita, equità, sostenibilità finanziaria, riduzione del carico fiscale sul lavoro, misure a favore dell'occupazione giovanile e femminile, sono questi i punti salienti del piano d'azione del nuovo governo. Insomma, l'Italia ideale assunta, nuovamente, a programma politico. Piu' nebuloso invece è l'inventario dei sacrifici che saranno richiesti ai cittadini: per ora, qualche accenno, piuttosto generico, solo ad ICI e ad interventi sulle pensioni.
Il governo Monti nasce incatenato ai ricatti ed ai veti incrociati di una classe politica che nei prossimi mesi penserà piu' ai sondaggi in vista delle elezioni politiche che all'interesse del Paese. Mario Monti rischia di diventare il pungiball di destra e sinistra, soprattutto se il suo governo proverà davvero a mettere le mani sui tanti nodi di privilegio che incatenano l'interesse dei tanti ai capricci dei pochi.
Si conferma quindi la sensazione che il governo Monti possa essere la migliore espressione della casta: in grado di rassicurare i mercati e probabilmente, se il Parlamento lo consentirà, di calmare le acque delle finanze pubbliche per qualche annetto; ma assolutamente incapace di quell'autentica rivoluzione di cui il sistema Italia avrebbe bisogno, e cieco dinanzi all'evidente assurdità di qualsiasi progetto improntato a quella crescita infinita che per i neoliberisti continua ad essere una vera e propria religione senza Dio.
alle 18:56
bruno
Per mettere l'Italia sul lastrico ci serviva Mario Monti, non tutti gli italiani prendono lo stipendio che prende lui, io la mattina mi alzo e vado a produrre ricchezza, lui si alza e produce povertà.