Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Un centinaio di "studenti" al servizio del regime degli ayatollah hanno assaltato l'ambasciata britannica a Teheran: sassi e molotov, la bandiera britannica strappata e sostituita da quella iraniana, tutto in diretta sulla TV pubblica.
Cresce la tensione tra Gran Bretagna e Iran: dopo l'ultimo rapporto trimestrale dell'AIEA sul nucleare iraniano, le nuove sanzioni annunciate da Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada, e la decisione iraniana di espellere l'ambasciatore britannico, oggi è stata assaltata l'ambasciata britannica a Teheran.
Un centinaio di "studenti" fedeli al regime hanno prima inscenato un sit-in di protesta dinanzi alla sede dell'ambasciata britannica, poi lanciato sassi e bottiglie molotov e quindi fatto irruzione nell'edificio.
Stati Uniti e Gran Bretagna non sembrano aspettare altro che l'occasione giusta per un attacco militare all'Iran.
Il maggior ostacolo all'iniziativa militare è costituito dalla netta opposizione di Russia e Cina, che con l'Iran stanno stringendo legami commerciali sempre piu' stretti. Ancora oggi, la Russia ha denunciato l'unilateralità delle nuove sanzioni imposte da Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada senza l'avallo delle Nazioni Unite.
L'ennesima escalation delle tensioni tra Iran ed asse anglo-americano era cominciata a fine ottobre, quando il governo israeliano aveva annunciato la possibilità di un attacco militare contro l'Iran nel caso in cui le indagini dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) avessero rivelato l'effettiva esistenza di quel programma nucleare militare iraniano di cui si vocifera ormai da anni.
Qualche giorno dopo, diversi quotidiani americani avevano anticipato il contenuto dell'ultimo rapporto trimestrale dell'AIEA sul nucleare iraniano che confermeva i passi avanti di Teheran nella preparazione della sua prima "bomba atomica".
Le prove, finora, a dire il vero non sono proprio chiarissime e richiamano alla memoria la colossale bufala delle armi di distruzione di massa dell'Iraq di Saddam Hussein.
Il regime iraniano sembra non prendere troppo sul serio le minacce di un attacco militare, ritenendole parte di una "guerra psicologica" portata avanti per isolare l'Iran e favorire una ribellione interna, ma americani e britannici sembrano davvero intenzionati a risolvere, una volta per tutte, il "problema iraniano".