Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Da ormai un mese, Herman Cain contende a Romney il ruolo di favorito numero uno delle Primarie Repubblicane, col sogno di poter sfidare Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali americane. Le incredibili lacune culturali lo stanno trasformando in un idolo della blogosfera americani, ma gli elettori, nonostante gli scandali e le gaffes, non sembrano voltargli le spalle.
Da ormai un mese, Herman Cain contende a Romney il ruolo di favorito numero uno delle Primarie Repubblicane col sogno di poter sfidare Barack Obama alle prossime elezioni presidenziali americane. Le incredibili lacune culturali lo stanno trasformando in un idolo della blogosfera americana, ma gli elettori, nonostante gli scandali e le gaffes, non sembrano voltargli le spalle.
Da un uomo con una simile ambizione (la guida del governo del Paese piu' ricco e potente del pianeta) ci si aspetterebbe un briciolo di cultura generale, una moderata sicurezza ed una conoscenza decorosa dei fatti dell'attualità politica. Invece, ad ogni occasione Herman Cain sembra mettersi d'impegno per accumulare figuracce.
Lunedi', Herman Cain ha concesso un'intervista al Journal Sentinel di Milwaukee. A Cain è stata posta una semplice domanda, che lo ha mandato completamente in tilt, come uno scolaretto interrogato dal suo maestro. "Lei è d'accordo con il presidente Obama sulla Libia?".
Cain è andato subito in crisi, cominciando a balbettare: "Ok, la Libia...il Presidente Obama ... ha sostenuto ... la rivolta ... è vero? ... cioè, il presidente Obama ha chiesto la destituzione di Gheddafi, giusto? Eh, ehm, ok... io voglio essere sicuro che stiamo parlando della stessa cosa...no, non sono d'accordo con il modo col quale ha affrontato la cosa per le seguenti ragioni: ehm, ehm...no, questa è un'altra...ehm, ehm, no, devo tornare a verificare quella cosa...un sacco di cose per la testa...nello specifico, con cosa mi ha chiesto se sono o non sono d'accordo?"