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Debito pubblico Italia: tassi d'interesse sui titoli di Stato ancora sopportabili

Martedì 13 Dicembre 2011, 09:06 in Economia e Globalizzazione, Politica italiana di

La Banca dei Regolamenti Internazionali è la più antica istituzione finanziaria internazionale. Ne fanno parte le Banche Centrali delle maggiori economice occidentali.

Immagine di anteprima per 100euro.jpgMentre le agenzie di rating continuano a picchiare duro, ipotizzando per l'Italia il rischio non lontano di un fallimento dello Stato, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) giudica il debito italiano con meno severità.

Il debito pubblico italiano deve preoccupare, ma senza esagerazioni.

La Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) ha analizzato le capacità del sistema Italia di sostenere la crescita dei tassi d'interesse sui titoli di Stato. Per la BRI, anche se il tasso d'interesse sui titoli di Stato dovesse tornare al livello record del 7.48%, i suoi costi peserebbero sullo Stato per appena lo 0.95% del
PIL.

Lo Stato italiano, secondo la BRI, è in grado di sostenere livelli elevati di tassi d'interesse almeno per alcuni anni, perché il debito italiano ha una scadenza a lungo termine che aiuta a mitigare i costi degli interessi, anche se elevati.

Questa valutazione, parzialmente positiva, si fonda sulla condizione che l'Italia riesca a mantenere il suo attuale accesso al mercato creditizio.

La valutazione della BRI sembra confermare l'opinione di chi ritiene che l'Italia, pur dovendo agire per sistemare i suoi conti pubblici, sia comunque ben lontana da un reale rischio d'insolvenza.

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13 Dic 2011
alle 13:58

Maria

"Per la BRI, anche se il tasso d'interesse sui titoli di Stato dovesse tornare al livello record del 7.48%, i suoi costi peserebbero sullo Stato per appena lo 0.95% del PIL"

A parte che al 7.48 o giù di lì siamo tornati proprio oggi, la Bri dimentica di dire che il Pil italiano NON cresce dello 0,95% l'anno. Pensa al risultato combinato del Pil che di anno in anno diminuisce (o cresce comunque meno dello 0,95%) e degli interessi sul debito pubblico che, anno dopo anno, si portano via lo 0,95% del Pil

Esilarante, la Bri

(Il Pil non cresce e neppure crescerà, causa picco del petrolio ed aumento del prezzo dell'energia, ma è un lungo discorso)

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