Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Nel week-end, la Russia è tornata a votare per le elezioni parlamentari. Tra brogli, polemiche, contestazioni e arresti, Russia Unita di Putin e Medvedev scende dal 64% al 49%. Avanzano comunisti ed estrema destra.
In Russia, le elezioni politiche regalano una brutta sorpresa allo zar Vladimir Putin. Russia Unita scende dal 65% al 49,5%. Pur rimanendo di gran lunga il primo partito e potendo continuare a governare da solo grazie ai 238 seggi ottenuti sui 450 disponibili, il partito di Vladimir Putin perde quella maggioranza dei due terzi che gli avrebbe consentito di continuare a modificare a proprio piacimento anche la Costituzione Russa.
Dopo queste elezioni politiche, con Russia Unita continueranno a sedere in Parlamento ancora i tre partiti che erano stati presenti nella passata legislatura. Col 19% il Partito Comunista è la seconda forza politica del Paese seguita da Russia Giusta (centrosinistra), al 13,6% e dai nazionalisti del Partito liberal-democratico guidati dal celeberrimo Vladimir Zhrinovski al 11,6%.
Le elezioni parlamentari russe sono state caratterizzate, ancora una volta, da un'abnorme quantità di manipolazioni e brogli elettorali.
Solo sette liste sono state autorizzate a presentare propri candidati mentre le forze piu' vive dell'opposizione sono state escluse dalle elezioni.
Accanto alle manifestazioni di proteste, ai numerosi arresti ed alle denunce di brogli da parte degli osservatori internazionali, è destinato a diventare un simbolo di queste elezioni politiche un fermo-immagine della TV di Stato russa che ha scatenato le reazioni dei giovani blogger democratici: un pannello dal quale risulta una somma dei voti percentuali ben al di sopra del 100%.