Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La crisi non dà tregua ai greci. Mentre lo Stato insegue vanamento un debito pubblico ingestibile, crescono disoccupazione e povertà.
La gravissima crisi economica della Grecia, con la moltitudine di nuove tasse imposte dal governo nella disperata rincorsa ad un debito pubblico quasi impossibile da risanare, potrebbe essere solo la prima fase di una catastrofe sociale che minaccia tutta Europa.
Le cronache di questi giorni raccontano una Grecia in ginocchio, con una moltitudine di imprese che falliscono quotidianamente, l'impennata della disoccupazione al 20% ed il dramma di tanti lavoratori che non percepiscono più lo stipendio o devono accettare di riceverlo a rate.
Molte famiglie sono costrette a rinunciare al riscaldamento delle abitazioni, mentre un gran numero di negozi del centro di Atene, o hanno chiuso, o stanno liquidando tutto a prezzi stracciati.
Tra i greci, non si capisce se prevalga più un senso d'incredulità per una catastrofe che fino a pochi anni fa ritenevano inimmaginabile, o la disperazione per un presente difficilissimo ed un futuro probabilmente ancora peggiore.
Nel 2004, solo sette anni fa, il mondo guardava con ammirazione gli atleti sfidarsi tra i monumenti di Atene nella XXVIII edizione dei Giochi Olimpici estivi.
Oggi, molti ateniesi si affannano sui cassonetti della spazzatura, contendendo ai profughi gli scarti dei più fortunati.
Sui motivi della crisi della Grecia, sarà ben difficile si arrivi ad una risposta completamente convincente. C'è chi la imputa all'aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità grazie ad un circolo vizioso tra indebitamento e regalie generalizzate della politica e chi punta il dito contro la speculazione dei grandi gruppi finanziari e contro la Germania. C'è chi parla di una crisi fisiologica dovuta alla globalizzazione ed al riequilibrio delle ricchezze con i nuovi colossi Cina e India, e c'è chi se la prende soprattutto col ruolo determinante svolto da clientelismo e corruzione dei politici greci.
Quali che siano le cause, la Grecia oggi ha un debito pubblico che il governo tenta di inseguire senza mai acciuffare.
Entro un mese, il governo dovrà recuperare un nuovo, ennesimo buco di bilancio: tre miliardi di euro. E su pressione di Unione Europea e FMI, il governo sarà obbligato a licenziare, d'un colpo, altri 150'000 dipendenti pubblici ed a ridurre gli stipendi a tutti gli altri.
alle 17:58
Rosario Mastrosimone
Ciao, purtroppo per molti è cosi'.