Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La manovra economica di Monti non piace agli italiani, ma i partiti la devono comunque approvare. E' questa l'opinione degli italiani sulla manovra economica del governo secondo il sondaggio IPR Marketing per Repubblica.

La manovra economica varata dal governo Monti suscita più critiche che applausi. Tanti sacrifici, dalla riforma delle pensioni all'aumento dell'IVA, dalla reintroduzione dell'ICI alle nuove tasse, senza dimenticare la tracciabilità dei pagamenti in contanti sopra i 1000 euro e i tagli agli enti locali.
Ma cosa pensano gli italiani della manovra economica Monti?
Per rispondere a questa domanda, nella giornata di ieri l'Istituto IPR Marketing ha svolto un sondaggio d'opinione per il quotidiano Repubblica.
Secondo la rilevazione, il 70% degli italiani considera iniqua la manovra economica del governo Monti, con percentuali molti simili tra gli elettori dei diversi partiti, eccettuati quelli del Terzo Polo che sono gli unici a considerare la manovra tutto sommato equa.
Ciononostante, gli elettori di tutti i maggiori partiti, dal PD al PDL, dal Terzo Polo all'IDV ritengono che la manovra economica debba comunque essere approvata (non sono tuttavia stati raccolti e/o divulgati dati sull'elettorato di SEL e Lega Nord).
Tra le singole misure della manovra, quelle che ricevono i maggiori consensi sono le nuove tasse su aerei, elicotteri e auto di lusso (90%), il taglio agli organi provinciali (90%), gli sgravi fiscali alle imprese per chi assume giovani e donne (87%), la riduzione delle Authority (82%) e l'imposta una tantum dell'1,5% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale (79%).
Quanto ai provvedimenti più impopolari, al primo posto troviamo l'aumento delle accise sulla benzina (15%), seguito dall'aumento degli estimi catastali del 60% (17%), e quindi l'aumento dell'addizionale IRPEF all'1,23% (18%), l'aumento dell'IVA (22%), la maggior libertà dei Comuni di aumentare o diminuire l'ICI - IMU (28%), la reintroduzione dell'ICI - IMU (29%), il blocco della rivalutazione delle pensioni (32%), i disincentivi per chi va in pensione prima dei 63 anni (32%) e la riforma delle pensioni di anzianità (35%).
E' evidente una certa difformità dei risultati del sondaggio rispetto alle reazioni, pur critiche, della politica. La palma dell'impopolarità è in fatti ad appannaggio dell'aumento delle accise sulla benzina, mentre i provvedimenti inclusi nella riforma delle pensioni, benché più sgraditi che graditi, sembrano raccogliere un minor dissenso rispetto a quanto che trasparirebbe dai commenti su social network, blog, quotidiani, forum e trasmissioni televisive.
E' stata adoperata a sproposito la parola "equità". Equità quale?
Una manovra davvero equa conterrebbe ben altri provvedimenti, oltretutto per un valore complessivo ben più alto:
alle 17:59
Luigi
Come sempre vi piace alterare sempre la realta pensando che gli Italiani siano tutti imbecilli.Con questa bella manovra equa dovrò lavorare 46 anni in fabbrica, complimenti al PD e ai sindacati.Smettiamo di pagare inutilmente tessere ai partiti e ai sindacati.