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Manovra economica Monti: problemi per la tassa sullo scudo fiscale

Rosario Mastrosimone avatar Venerdì 9 Dicembre 2011, 12:45 in Economia e Globalizzazione, Legislazione, Politica italiana di Rosario Mastrosimone

La tassa sui capitali rientrati con lo scudo fiscale, fissata all'1,5% nella manovra economica del governo Monti, suscita accesi dibattiti e problemi applicativi.

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Con la riforma delle pensioni e la reintroduzione dell'ICI, il governo guidato da Mario Monti chiede grandi sacrifici a lavoratori e pensionati, mentre la tassa sullo scudo fiscale sembra troppo bassa per potersi definire davvero giusta.

Nella manovra economica, trova posto una tassa dell'1,5%, una tantum, sui capitali rientrati in Italia grazie alle misure del cosiddetto scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti durante il precedente governo Berlusconi.

L'imposta dell'1,5% sullo scudo fiscale sta suscitando grandi polemiche. Da un lato, i sindacati ed alcune forze politiche criticano la manovra economica perché poco equa, sostenendo che l'aliquota è troppo bassa e premia l'evasione fiscale, e proponendo che chi ha beneficiato dello scudo fiscale contribuisca in misura molto maggiore alla soluzione della crisi economica italiana.

Dall'altro, i tecnici della Camera esprimono perplessità sull'effettiva applicabilità dell'imposta, spiegando che i capitali rientrati potrebbero essere già stati reinvestiti o trasferiti, con la conseguenza che potrebbe essere molto difficile individuare i capitali riemersi e sottoporli ad una nuova imposta.

Ma il maggior interrogativo riguarda la possibile incostituzionalità della tassa sullo scudo fiscale, col rischio di una pioggia di ricorsi con ottime probabilità di essere accolti.

Lo scudo fiscale aveva consentito il rientro in Italia del 20% dei capitali privati italiani depositati presso banche estere ed in particolare nei cosiddetti paradisi fiscali, attraverso il pagamento di modeste somme forfettarie e con un sostanziale condono degli illeciti tributari commessi e di tutta una serie di reati penali.
L'80% di quei capitali non erano comunque rientrati nonostante le condizioni estremamente vantaggiose dell'offerta del governo Berlusconi.

Ora, in molti criticano Monti ed il suo governo per non aver avuto il coraggio di imporre un'aliquota piu' elevata, ma fino al suo insediamento nessuno aveva neppure osato ipotizzare di tassare nuovamente quei capitali.

Tuttavia, secondo i tecnici della Camera, rintracciare e tassare quei capitali sarà tecnicamente problematico, e quindi anche l'aliquota dell'1,5% potrebbe rivelarsi un buco nell'acqua. La difficoltà nasce dall'unicità dello scudo fiscale varato dal governo Berlusconi che, a differenza di analoghe iniziative adottate in altri Paesi, ha garantito l'anonimato a chi ha riportato in Italia i suoi capitali. Le dichiarazioni di emersione non possono infatti essere utilizzate a sfavore dei contribuenti, né in sede amministrativa né in sede giudiziaria.
Se non è possibile sapere a chi appartengono i capitali rientrati con lo scudo fiscale, è evidentemente difficile rintracciare quei capitali per tassarli.

Ma oltre a questo enorme problema tecnico, c'è anche un ostacolo di ordine costituzionale. Proprio perché condonati, i capitali scudati sono effettivamente già stati tassati sulla base di un preciso accordo tra lo Stato e quei cittadini che ne hanno beneficiato. Potrebbe lo Stato ritassare quei capitali e venir meno alla parola data?
Per quanto sia paradossale, la risposta è probabilmente negativa e chi ha fatto rientrare capitali dall'estero dopo aver evaso le tasse, potrebbe invocare la violazione da parte del governo del rapporto fiduciario con lo Stato ed arrivare ad ottenere una pronuncia di illegittimità costituzionale di quelle norme del decreto Salva-Italia.

Il gettito stimato per la nuova tassa sui capitali scudati ammonta a due miliardi di euro, tra 2012 e 2013. Chi propone di almeno raddoppiare al 3% l'aliquota, proclama che anche il gettito stimato potrà raddoppiare e consentire magari l'adeguamento delle pensioni all'inflazione anche per gli assegni superiori ai 936 euro.

E' una speranza che poggia su piedi di sabbia, talmente ardita da sembrare puro populismo. Se il gettito complessivo della nuova tassa sui capitali scudati arriverà ad un miliardo (la metà di quanto lo stesso governo ha stimato con grande ottimismo), si tratterà già di un risultato enorme.

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4 commenti
4
16 Feb 2012
alle 09:26

Stefano B.

La stessa cosa sta succedendo a me... questa mattina mi chiama la mia banca per dirmi che dovrà applicare la tassa su uno scudo fiscale fatto da mio padre nel 2002 e del quale ero appena a conoscenza. Mio padre è deceduto nel 2008 ed io, per via delle assurde lungaggini legate al testamento, non ho ancora avuto accesso all'eredità! L' udienza di primo grado sarà nel 2014!!! Quando prende lo Stato vuole farlo subito, quando deve garantire diritti si prende anni. Vergogna.

3
20 Gen 2012
alle 18:18

pietro rosenthal

ho scudato il residuo di un conto di mio padre (residente in Svizzera) frutto di

un risarcimento per persecuzioni razziali ed altri danni di guerra versati dal

governo di germania.Ma non ci sarà mai fine ai danni prodotti nello scorso secolo?

2
12 Dic 2011
alle 23:02

rita

Anche una mia amica nata all'estero aveva avuto una donazione di un piccolo rustico e una somma di denaro in eredità  dal proprio padre. Tutto regolarmente tassato all'estero. Non aveva saputo di dover segnalare queste proprietà anche in Italia e aveva scelto lo scudo. Il valore dell'immobile tra l'altro è una stima di valore commerciale attuale sul mercato (in quanto manca il costo storico) e assolutamente niente a che fare con l'evasione. Ora le vogliono fare pagare le pensioni di altre persone!! E' assurdo e ingiusto, e non esiste nessuno che difenda queste persone. In Italia esistono solo i sindacati che difendono pensionati o dipendenti di grandi industrie, altri si attaccano al tram. E' sempre stato cosi.

 

1
10 Dic 2011
alle 01:56

stn

Ecco cosa dicono dell’ Italia su Business Insider:

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I have a friend living in Italy whose father died and who was late on his succession tax of 4%. With penalties he was due just under 5% so he did the scudo fiscale instead. He thought it was worth paying marginally more in order to get guarantees from the government. Now he knows better; in Italy when the government makes promises it’s a trick to cheat people out of even more money.

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E io mi chiedo, ma con tanti stranieri che ritengono l'Italia un paese di truffatori, era veramente necessario che lo stato si dichiarasse tale nero su bianco? Come si fa a prendere sul serio un paese dove lo stato fa promesse un giorno e il giorno dopo rivela che era un trucco per fregarti? E se si fa veramente la caccia agli evasori, perche' non dare a coloro che hanno scelto lo scudo per convenienza la possibilita' di disfare il patto e di pagare l'imposta che altrimenti avrebbero versato? Qui non si parla di evasori. Qui si parla di gente onesta che lo stato vuole fregare. Se a quest' ultimi non si da la possibilita' di disfare il patto, lo stato li sta truffando in maniera palese e vergognosa. E se questi ci fanno causa presso corti Europee? Ci sputtaneranno in tutto il mondo. Uno stato che orchestra truffe contro contribuenti onesti? Solo in Italia. Che vergogna.


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