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Manovra Monti, si del Senato, approvato il decreto salva-Italia

Giovedì 22 Dicembre 2011, 20:47 in Legislazione, Politica italiana di

Il decreto salva Italia è legge. Oggi, con 257 SI e 41 NO, il Senato ha approvato la manovra economica Monti che già aveva superato lo scoglio della Camera la settimana scorsa. Hanno votato a favore PDL, PD e Terzo Polo, contrari IDV e Lega Nord.

Immagine di anteprima per camera-dei-deputati.jpgL'approvazione definitiva della manovra Monti da parte del Senato non ha riservato sorprese. La maggioranza, pur perdendo una ventina di senatori rispetto a novembre, si è dimostrata solida.

Ora, dopo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il decreto salva-Italia sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e diverrà legge della Repubblica.

La manovra economica Monti porterà nelle casse dello Stato 40 miliardi di euro tra il 2012 ed il 2014, poco più della metà destinati al coprire il deficit dei conti pubblici, e per il resto da utilizzare per le spese correnti della macchina statale.

Ecco allora una sintesi delle misure più importanti contenute nella manovra economica approvata dalle Camere.

Anzitutto, c'è la discussa riforma delle pensioni che da un lato decreta il passaggio dal retributivo ad un sistema contributivo pro rata per tutti, e dall'altro alza l'età pensionabile ed aumenta il numero di anni di contribuzione necessario per percepire la pensione di anzianità. Dopo gli emendamenti introdotti dal governo alla Camera, l'adeguamento delle pensioni all'inflazione avverrà regolarmente per le pensioni fino a 1.400 euro, e sarà invece bloccato per quelle di valore superiore per gli anni 2012 e 2013.

La manovra comprende poi un aumento dell'IVA dal 21 al 23% e la reintroduzione delle tasse sulla prima casa con la nuova IMU e la contestuale rivalutazione delle rendite catastali.

Ci sono poi la tassa sui capitali rientrati in Italia con lo scudo fiscale e la nuova imposta sugli immobili detenuti all'estero.

La manovra Monti ha anche abbassato a 1000 il tetto massimo per i pagamenti in contanti.

E poi ancora l'esautoramento delle Province, il tetto massimo ai salari dei manager pubblici, le tasse sui beni di lusso, l'aumento delle accise sui carburanti, un nuovo bollo su conti correnti e attività finanziarie, le misure per le liberalizzazioni e i nuovi obblighi di comunicazione a carico degli operatori finanziari nell'ottica di una maggior efficacia nella lotta all'evasione.

E' dunque una manovra economica prevalentemente orientata ad aumentare le tasse e piuttosto debole nei tagli alla spesa ed agli sprechi di Stato, Regione e enti locali.

Forse, il filo rosso di questa manovra economica puo' essere individuato nella sostanziale impotenza del governo nei confronti di quel 10% della popolazione che detiene il 50% della ricchezza privata italiana. Qualsiasi ipotesi di imposta patrimoniale o aumento delle aliquote IRPEF o di un consistente contributo di solidarietà si è sciolta come neve al sole dinanzi all'estrema facilità con cui chi ha grandi capitali è in grado di spostarli da un Paese all'altro. La semplice voce di una possibile ed eventuale imposta patrimoniale ha fatto la felicità di non poche banche estere, prese letteralmente d'assalto da migliaia di italiani, in parte impauriti anche dal
rischio che il nostro Paese esca dall'Euro e si ritrovi con la vecchia lira a subire anni di continua svalutazione.

Inizia ora la seconda fase del governo Monti. Introdotti i nuovi obblighi di comunicazione a carico degli operatori finanziari, dovrebbe essere meno difficile in futuro intercettare almeno una parte delle movimentazioni finanziarie che finora hanno consentito a molti evasori fiscali di portare all'estero i loro patrimoni. Sono proprio queste nuove regole, di cui poco si è parlato, a poter dare ai futuri governi la possibilità di tassare i grandi patrimoni con un'imposta patrimoniale dall'aliquota importante, e con un rischio piu' ridotto che quei capitali riescano a lasciare l'Italia senza essere tassati almeno una volta.

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