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Morte di Kim Jong-il: la Corea del Nord piange il suo tiranno

Martedì 20 Dicembre 2011, 15:19 in Cronaca, Diritti umani, Notizie dal mondo di

Kim Jong-il è morto. La Corea del Nord si chiude nel dolore disperato di un popolo ormai orfano del suo tiranno, mentre il mondo la osserva ancora una volta con incredulità.

kim-jong-il

Kim Jong-il, padre e padrone della Corea del Nord, è morto, scatenando l'isteria disperata di milioni di sudditi devoti.

Gli succederà quasi certamente il figlio Kim Jong-um che garantirà la continuità di uno dei peggiori regimi del pianeta.

Il mondo osserva con incredulità le scene di dolore che monopolizzano la TV di Stato e si domanda come quelle lacrime esagerate possano davvero essere autentiche.

Non è l'ordinario seppur tragico dolore per la perdita di una vita umana, ma vera e autentica disperazione collettiva di un Paese che abbiamo imparato a considerare un regno di orrore e miseria.

Kim Jong-il non è stato un normale capo di Stato, ma l'immagine dell'autoproclamata grandezza di un'intera nazione.

Il suo popolo, addestrato ed abituato a idolatrarlo, non vede i quattro milioni di morti per fame provocati dalle sue scelte di governo, accetta i milioni di dissidenti trucidati, va orgoglio del quarto più grande esercito del mondo. Il popolo non mette in dubbio la giustezza dei suoi proclami nazionalisti ed accetta acriticamente quel suo memorabile "nessun pezzo di pane è meglio di un pezzo di pane straniero".

Noi occidentali facciamo finta di non capire e non essere capaci di ricordare, ma anche noi, nella nostra storia, siamo stati capaci di essere altrettanto stupidi.

Quando a morire erano i padroni bianchi delle piantagioni di cotone, i loro schiavi afroamericani piangevano strappandosi le vesti dal dolore. Prima ancora, a piangere erano i servi della gleba sfruttati e senza diritti, se a morire erano i signori feudali che magari ne avevano stuprato le mogli con lo Ius primae noctis. A piangere erano anche gli schiavi della Roma Antica per la morte dei loro nobili protettori.

Questa constatazione apre una voragine di dubbi sulla fondatezza dell'autostima della specie umana.

Siamo davvero "scatole vuote" capaci di farci indottrinare dalle più clamorose idiozie?  

Dov'è la nostra libertà se con la giusta dose di demagogia siamo capaci di credere a qualsiasi sciocchezza e venerare anche i peggiori tiranni?

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2 commenti
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14 Gen 2012
alle 11:00

Riccardo Panduccio

Ma nn credi antonio che sia meglio andare a vivere nella corea del nord?dove se nn piangi per la morte del tiranno vieni arrestato?come può esserci un partito dei lavoratori se lavoro nn ce nè in corea del nord?IGNORANTE

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27 Dic 2011
alle 12:40

Antonio

Non vi viene in mente, cari giornalistucoli da due soldi, che quello che dite su Kim Jong-Il e la Corea del Nord è tutto falso, che nei paesi capitalisti (come Italia, USA, Francia, Spagna ecc.) si vive molto peggio e che invece il popolo nordcoreano ama sinceramente il Partito dei Lavoratori?

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