Articolo 18, per Marcegaglia è anomalia; le colpe delle imprese

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Marcegaglia, Confindustria, punta il dito contro sindacati ed articolo 18, e preme sul governo Monti in vista dell'annunciata riforma del lavoro. L'anomalia italiana di un'imprenditoria incapace d'intraprendere.

Confindustria

Per Emma Marcegaglia, leader di Confindustria, l’obbligo di reintegro sancito dall’ articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è un’anomalia tutta italiana, perché negli altri Paesi non esisterebbe.

La Marcegaglia ha criticato anche la CGIL, spiegando che non è vero che in Italia ci sarebbero 45 diverse forme di contratti di lavoro, ma “solo” 15 o 16, in linea con l’Europa.

Confindustria gioca le sue carte in vista della riforma del lavoro da parte del governo Monti e presenta al Ministro Fornero i suoi numeri, indicando nel problema della scarsa competitività la questione numero uno da affrontare.

Dunque, come al solito, il mondo delle imprese italiane, in particolare la cosiddetta grande industria, batte alle porte del governo per tentare di prevenire riforme non gradite come quella proposta da Pietro Ichino, e creare le premesse per ottenere favori e pubblici denari.

E’ vero, l’Italia ha un problema di competitività, e lo avrà sempre fin quando le aziende saranno gestite da classi dirigenti selezionate prevalentemente secondo i criteri della discendenza dinastica e delle cosiddette reti amicali. La scarsa competitività delle aziende italiane dipende in gran parte dagli imprenditori italiani che soprattutto negli ultimi anni hanno dimostrato creatività, spirito di iniziativa, capacità manageriali, attitudine all’innovazione inferiori a quelle dei colleghi dei Paesi più competitivi.

La burocrazia e le tasse, certamente pesanti in Italia, non possono essere un buon motivo per occultare le carenze degli imprenditori. Se in Italia di lavoro ce n’è sempre meno è anche perché le aziende italiane hanno delocalizzato in massa le loro produzioni. Se il debito pubblico italiano è a livelli insostenibili è anche perché moltissime aziende evadono sistematicamente le tasse per poi magari beneficiare di finanziamenti a pioggia dallo Stato. Se i politici italiani sono tra i più corrotti nel mondo, è anche perché troppi imprenditori sono disposti a corromperli.

La vera anomalia italiana non è l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, una norma di civiltà introdotta per far fronte alle pratiche antisindacali di troppe imprese dal licenziamento facile.

L’obbligo di reintegro nel posto di lavoro del lavoratore ingiustamente licenziato non è neppure un’esclusiva italiana, esistendo in forme analoghe anche in Paesi come Austria, Danimarca, Grecia e Portogallo. Nei Paesi dove il reintegro non può essere imposto dal giudice, esistono quasi sempre una serie di importanti garanzie per il lavoratore: ammortizzatori sociali, indennità di disoccupazione di lungo periodo, prestazioni dell’assistenza pubblica a garanzia del minimo vitale, articolati programmi di riqualificazione e ricollocamento, e naturalmente pesanti oneri risarcitori a carico dell’impresa che licenzia.

Se è vero che i giudici del lavoro hanno spesso interpretato l’articolo 18 dello Statuto in modo estremamente favorevole ai lavoratori, decretando come ingiustificati anche licenziamenti abbastanza comprensibili, è ancor più vero che in Italia gli ammortizzatori sociali sono quasi inesistenti, il mercato del lavoro è statico, le imprese hanno una scarsissima etica del lavoro e questa tutela è diventata l’unica ancora di salvezza per famiglie altrimenti a forte rischio di cadere nell’ estrema povertà.

La vera anomalia italiana è piuttosto l’incredibile degrado della cultura d’impresa, l’esistenza di una mentalità ancora di stampo essenzialmente feudale nei rapporti tra datore di lavoro e lavoratori che si accompagnano al notorio dramma dell’ immobilità sociale, con professioni, mestieri, poltrone e prestigio che si tramandano di padre in figlio.

La parola imprenditore deriva dal verbo imprendere, intraprendere, incominciare.
Ma molti dei cosiddetti grandi imprenditori d’Italia, non hanno intrapreso granché, limitandosi ad ereditare aziende fondate dai padri e dai nonni, e non di rado a mandarle in rovina.

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