Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Il Capodanno 2012 è trascorso tra festeggiamenti ed incidenti. Botti e fuochi d'artificio hanno lasciato il loro solito assurdo bilancio di sangue.

I festeggiamenti del Capodanno 2012 sono stati segnati da molti e gravi incidenti. Botti, petardi e fuochi d'artificio si sono lasciati alle spalle il solito odioso e stupido bilancio di sangue. Il crescente numero di divieti imposti dai sindaci non è servito ad impedire l'ennesimo bilancio di guerra. E l'arrivo del 2012 non ha cambiato le teste di troppi italiani che si sono dimostrati ancora una volta tanto stupidi quanto irresponsabili.
Gli episodi peggiori si sono verificati in Campania e Lazio.
A Casandrino (Napoli), un uomo di 39 anni è rimasto ucciso durante i festeggiamenti mentre posizionava fuochi d'artificio davanti al suo ristorante.
A Roma, un'esplosione di petardi ha semidistrutto un appartamento, ferendo quattro bambini ed uccidendo un trentunenne.
Il primato degli incidenti va alla Provincia di Napoli, che da sola si trova a contabilizzare un morto e 110 feriti.
Se a Napoli il sindaco De Magistris non ha avuto il coraggio di vietare i botti, a Milano invece il divieto della Giunta Pisapia è stato del tutto ignorato dai milanesi che si sono scatenati soprattutto in terrazze e parchi pubblici, fortunatamente senza incidenti mortali.
Ancora una volta dunque, il Capodanno si lascia alle spalle un'insensato bilancio di morti e feriti, troppi dei quali bambini, vittime spesso delle ossessioni per i fuochi degli adulti della famiglia.