Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
La tragedia della Costa Concordia, i silenzi del governo Monti e i confronti di stile col governo Berlusconi
Il disastro della Costa Concordia ha attirato la grande attenzione dell'opinione pubblica.
In questo tipo di circostanze, la politica ci ha abituato ad inutili passarelle e grottesche rappresentazioni teatrali di esibita solidarietà.
Questa volta, però, i membri del nuovo governo sono rimasti in silenzio, rinunciando a recarsi sui luoghi della tragedia e lasciando ad altri le prime pagine.
Su IlGiornale, il direttore Alessandro Sallusti trova in questo silenzio l'appiglio per un curioso raffronto tra il governo Berlusconi e quello Monti:
"Da Onna all'Aquila, fino a Lampedusa, Berlusconi è sempre salito sulle navi in difficoltà ed è sceso soltanto quando anche l'ultimo dei passeggeri era stato messo al sicuro. E ancora oggi, che non è più al comando, il Pdl è rimasto sulla plancia di questa Italia incrinata. Così fanno i comandanti veri, così non fanno invece banchieri e professori. Perché se c'è una cosa che stride in questa vicenda è la totale assenza, fisica e mediatica, del premier Monti e del ministro dei Trasporti Passera."
Non ci sono state dichiarazioni roboanti, giudizi sommari, interpretazioni politiche, appelli demagogici o le solite forzate e spesso ipocrite manifestazioni di pubblico dolore. Non c'è stato l'inutile presenzialismo del passato.
L'unica apparizione ministeriale al Giglio è stata quella del Ministro dell'Ambiente per verificare di persona la gravità dei rischi ambientali correlati alle perdite di carburante della Costa Concordia.
Due giorni fa, Mario Monti aveva dichiarato da Londra che il disastro era "evitabile" e che ora la magistratura dovrà fare chiarezza su quanto accaduto. Poi il governo aveva presentato alla Camera un'informativa sulla situazione all'Isola del Giglio.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e quello dell'Ambiente ora si stanno concentrando su tre obiettivi: rimettere mano alle regole sulla navigazione, prevedendo un'apposita norma che ponga fine alla tradizione dell'"inchino", organizzare il recupero della nave e fronteggiare il rischio ambientale.
Sarà sulla capacità di affrontare con efficacia questa triplice emergenza che il governo dovrà essere valutato, ma intanto lo ringraziamo per averci risparmiato il solito teatrino delle vanità.
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