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Infuriano le polemiche dopo la tragedia della Costa Concordia. L'Italia scopre nuovi demoni e nuovi eroi, mentre il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi.
Il bilancio delle vittime del naufragio della Costa Concordia è salito a undici morti, con 80 feriti ed ancora 28 dispersi. Mentre le condizioni metereologiche impongono una sospensione delle operazioni di soccorso, la Procura valuta se iscrivere altre persone sul registro degli indagati e sul web impazza la caccia ai colpevoli ed agli eroi di questa ennesima tragedia italiana.
C'è il Capitano di Marina Roberto Bosio che, mentre gli ufficiali superiori abbandonavano la nave, decideva di fare di testa sua tentando di fare l'impossibile per aiutare i passeggeri a salvarsi la pelle. E c'è il Comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ora ai domiciliari, accusato di essere il responsabile numero uno della tragedia, etichettato dai più come un "vile", uno "scellerato", un "irresponsabile", ma difeso dai familiari e da molti che lo hanno conosciuto personalmente.
C'è il Capitano Gregorio De Falco, Capo della Capitaneria di Porto di Livorno che cerca disperatamente di convincere Schettino a risalire sulla nave che ha abbandonato. C'è il giovane batterista Giuseppe Girolamo, dato per disperso, che ha lasciato ad un bambino il suo posto sulla scialuppa di salvataggio. Ma ci sono anche altri possibili responsabili della Costa Concordia che potrebbero affiancare il Comandante Schettino sul banco degli accusati.
Su Twitter, si dibatte tra #CostaConcordia, #Giglio e #Schettino, mentre su Facebook sono già numerose le pagine ed i gruppi dedicati al Comandante Schettino: dalle "Scuse del capitan Schettino per non stare sulla nave" a "Capitano Schettino, vada a bordo cazzo!".
Ma a farla da padrone, sono le registrazioni della telefonata nella quale De Falco intima a Schettino di tornare sulla Costa Concordia, vanamente.