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Giornata della Memoria 2012: il comune senso della vergogna

Venerdì 27 Gennaio 2012, 12:32 in Razzismo, Storia di

La Giornata della Memoria 2012 è l'occasione per riflettere sulle responsabilità italiane nel genocidio degli ebrei.

Immagine di anteprima per Pilecki_Auschwitz.jpgRicorre oggi la Giornata della Memoria 2012, istituita per commemorare le vittime della Shoah e come antidoto collettivo contro le mostruose devianze di razzismo e xenofobia.

La Giornata della Memoria non è solo l'occasione per ripercorrere le barbarie e le atrocità perpetrate in nome della razza dalla mostruosa macchina di morte attivata dal nazionalismo tedesco nel corso della Seconda Guerra Mondiale. È anche l'occasione per riflettere su come l'umanità possa essere riuscita a scendere tanto in basso e chiedersi se potrebbe accadere ancora.

L'unicità della Shoah, cioè il carattere scientificamente organizzato dello sterminio di ebrei, rom, oppositori politici, attraverso la creazione di un vero e proprio apparato industriale di morte, è stato il frutto avvelenato di un lento e progressivo processo di demonizzazione, sviluppatosi per decenni in molti Paesi europei e intensificatosi drammaticamente prima nell'Italia fascista e poi nella Germania di Hitler.

Come italiani, non possiamo permetterci il lusso di considerare i campi di concentramento e le camere a gas come un'iniziativa isolata della follia nazista ed abbiamo il dovere di ricordare che il nazismo si è sostanzialmente ispirato al fascismo italiano, e che quest'ultimo ne è stato complice dall'inizio alla fine.

Abbiamo il dovere di ricordare i treni sui quali viaggiavano, trattati peggio del bestiame, gli ebrei italiani che il regime fascista indirizzava verso i campi di concentramento dell'Europa centrale e orientale. Come dobbiamo ricordare le urla inascoltate di decine di migliaia di persone, arrestate in Italia solo perché di origini ebraiche, con gli editoriali dei quotidiani dell'epoca, tutti rivolti all'esaltazione di Mussolini, dalla ridicola retorica della superiorità della razza italiana alla continua denigrazione degli ebrei.

Dobbiamo ricordare le spaventose leggi razziali, l'espropriazione dei beni degli ebrei, la loro cacciata dalle scuole e dagli uffici pubblici, la segregazione fino alle retate ed agli arresti di massa che hanno preceduto le deportazioni sui treni della morte.

Tantissimi italiani hanno appoggiato il fascismo e le scelte di quel regime, chi per convinzione e chi per paura, chi per interesse e chi per vigliaccheria. Folle oceaniche salutavano il Duce, emozionandosi alle sue vuote parole, per poi canticchiare allegramente le canzonette della propaganda di regime mentre un esercito di intellettuali ne cantava le lodi su radio e giornali.
In quegli anni, solo i coraggiosi disertori e gli oppositori del regime si sono saputi schierare dalla parte giusta, e la maggioranza di loro ha pagato con la vita quella scelta di libertà.

Per questi motivi, la Giornata della Memoria, per noi come per i tedeschi, deve essere anche una Giornata della Vergogna.

Se infatti osiamo dirci orgogliosi della nostra italianità per le bellezze naturalistiche del Belpaese o per la ricchezza della nostra produzione culturale, o per una vittoria sportiva, o ancora per le nostre tradizioni più apprezzate, allora non possiamo sfuggire all'obbligo di vergognarci per aver consentito come popolo la nascita e l'affermazione del fascismo, lasciando che imponesse il suo giogo per tanti anni.

E come principali alleati della Germania, dobbiamo essere capaci di vergognarci per i milioni di morti prodotti dalla guerra e da quei campi di concentramento di cui siamo stati comunque complici.

Anche a voler dar credito a chi ritiene che i fascisti italiani non abbiano mai approvato il piano di sterminio tedesco, la nostra responsabilità infatti permane. Come quella del rapinatore disarmato che il codice penale considera colpevole dell'omicidio perpetrato dal complice che ha materialmente premuto il grilletto.

E' questa parola, vergogna, che noi italiani, ed ancor piu' i tedeschi, dovremmo sempre portare con noi tutte le volte che ripensiamo alla Shoah.

Ed è questa parola che in questi anni è clamorosamente mancata dai commenti e dalle analisi pubbliche, distratti dal troppo spazio concesso a rivisitazioni edulcorate dell'abominio nazifascista ed agli inutili confronti con i crimini del comunismo.

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27 Gen 2012
alle 22:03

aurora capasso

ogni anno in questa giornata...i ricordi delle sofferenze patite mi riaffiorano nella mente...avevo 3 anni ero a Cassino quando fu rasa al suolo...andammo lì spronati da un parente che ci invogliava dicendo che lì saremmo stati bene, ospiti nella canonica d'uno zio prete...e l' successe l'inferno !!!!! la canonica fu rasa al suolo, i tedeschi cimisero al muro puntandoci i fucili...ci misero in un treno stipato di centinaia di persone...puzzo d'urina, cimici....eravamo l'uno sull'altro!!!! fu colpito da diversi aerei...e ancora mi rombano in testa, deragliò... si spezzò in tanti pezzi, morirono a centinaia, noi ci salvammo saltando in un fosso....x tutto il tempo fu tremendo...la morte ci ha sfiorato un'infinità di volte....mangiavamo erba cruda, acqua delle pozze, ci nascondevamo dietro le macerie...ormai... finita questa generazione, finiranno i racconti diretti....si spera che con i ricordi del passato no si ripetano gli stessi errori....ma!!!!! ho paura x le generazioni future... che Dio si ricordi di noi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

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