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Liberalizzazione taxi: le proteste proseguono

Giovedì 19 Gennaio 2012, 14:11 in Cronaca, Politica italiana di

L'incontro odierno col governo sembra aver soddisfatto i sindacati, ma non tutti i tassisti sono d'accordo. Proseguono le proteste contro la liberalizzazione del settore proposta dal governo Monti, in vista delle decisioni di domani.

Immagine di anteprima per Mario-Monti.jpgLa liberalizzazione del settore dei taxi, al vaglio del governo Monti, sta scatenando ormai da giorni le proteste dei tassisti delle principali città italiane.

Dopo scioperi, polemiche, e qualche tafferuglio, oggi l'incontro a Palazzo Chigi tra i rappresentanti sindacali dei tassisti ed il governo sembrava aver rasserenato gli animi.

Il governo si è impegnato a tenere conto delle posizioni della categoria nella riunione di domani del Consiglio dei Ministri. I sindacati si sono detti subito parzialmente soddisfatti della disponibilità del governo ad accogliere le proposte e le obiezioni della categoria, ed hanno invitato i tassisti a sospendere la mobilitazione e tornare al lavoro.

Poco, se non nulla, si sa su quali possibili modifiche il governo possa introdurre alla sua bozza di riforma, ed è probabilmente questa incertezza la ragione che sta spingendo molti tassisti a dissociarsi dai suggerimenti dei loro stessi sindacati ed a proseguire la mobilitazione.

A Roma, centinaia di tassisti non si sono sentiti affatto rassicurati dl governo, e dopo aver accolto i delegati che tornavano dall'incontro col governo a suon di "Vergogna!" e "Venduti!" hanno deciso di proseguire le loro proteste.

Le mobilitazioni sembrano continuare ancora in molte città italiane e solo domani sapremo qualcosa di più su cosa e come cambierà nel settore dei taxi.

Ma quali sono le proposte del governo, e quali le critiche dei tassisti?

La bozza del governo Monti prevede di assegnare all'Autorità delle reti la competenza a decidere l'aumento del numero delle licenze, prevedendo una compensazione una tantum per chi esercita attualmente la professione ed introducendo anche un certo numero di licenze part-time.  Il governo vuole anche rimuovere alcuni vincoli all'esercizio della professione, in particolare dando la possibilità ai titolari di licenze di operare al di fuori del Comune che l'ha rilasciata (extraterritorialità), prevedendo una maggior flessibilità degli orari di lavoro e consentendo il possesso simultaneo di una pluralità di licenze.

Secondo il governo, queste misure consentirebbero di creare 20'000 nuovi posti di lavoro e contribuire ad una riduzione delle tariffe, oggi tra le più care d'Europa.

Davanti a queste ipotesi di riforma, i tassisti di tutt'Italia, da Roma a Napoli, da Milano a Torino, hanno dato vita ad una mobilitazione permanente in vista dell'incontro di oggi tra il governo e le loro rappresentanze sindacali.

In particolare, i tassisti temono un ulteriore calo dei guadagni, già scesi a causa del caro-benzina ed una drammatica svalutazione delle loro licenze. Esiste infatti un vero e proprio mercato privato delle licenze pubbliche rilasciate ai tassisti, con la conseguenza che molti di coloro che oggi svolgono la professione hanno dovuto spendere centinaia di migliaia di euro per conseguirne una.
A causa di questa anomalia storica del settore, chi oggi ha una licenza teme che le liberalizzazioni la privino del suo valore di mercato.

I tassisti non gradiscono neppure il ruolo esclusivo dell'Authority e chiedono un maggior coinvolgimento dei sindacati e dei Comuni nel processo delicatissimo di determinazione del numero di nuove licenze che potranno essere eventualmente rilasciate. Si oppongono anche alle doppie licenze, ritenendo che esse favorirebbero le grandi compagnie di taxi e attirerebbero l'interesse di grossi gruppi imprenditoriali. Dicono NO anche all'extraterritorialità, e domandano semmai l'introduzione della possibilità della doppia-guida, maggior libertà nella determinazione delle tariffe ed un maggior numero di ore di servizio, nonché il riconoscimento della loro professione tra i lavori logoranti, l'accesso ad agevolazioni nell'acquisto dei carburanti e l'abbattimento dell'IVA sui cosiddetti beni strumentali.

Rimanendo sostanzialmente invariato il sistema delle licenze, non è in realtà accurato parlare di liberalizzazione, trattandosi piuttosto di una riorganizzazione del settore, ma tutto dipenderà evidentemente da quante saranno le nuove licenze rilasciate e da quanto facile diverrà ottenerne una.

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