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Stipendi dei Parlamentari: tagli apparenti, privilegi intoccabili

Martedì 31 Gennaio 2012, 14:27 in Politica italiana di

I Parlamentari italiani annunciano tagli per 1.300 euro ai loro stipendi, ma il trucco c'è e si scopre senza troppe difficoltà. Quanto guadagneranno in meno rispetto agli scorsi anni? Neppure un centesimo.

Immagine di anteprima per camera-dei-deputati.jpgLa Camera dei Deputati ha approvato i cosiddetti tagli agli stipendi dei Parlamentari. I proclami di molti politici evidenzierebbero un taglio di 1.300 euro lordi, ma in realtà si tratta del solito ed ennesimo inganno.

Questi 1.300 euro lordi di tagli sarebbero pochi (anche se fossero effettivi), se si considera che i deputati continuerebbero comunque a percepire molto più dei loro colleghi europei. Diventano il nulla, quando si scopre che anche dietro questo annuncio si nasconde l'ennesimo trucco.

Alla domanda su quanto guadagnano i Parlamentari italiani, ancora per molto tempo continuerà ad esserci una sola possibile risposta: troppo.

Vediamolo allora il trucco di questa operazione essenzialmente mediatica nella quale i tagli agli stipendi dei Parlamentari sono soltanto apparenti.

Con la riforma delle pensioni, anche per i Parlamentari è stato previsto il passaggio dal sistema retributivo ad un sistema contributivo pro rata.  Al contempo, il vecchio sistema dei vitalizi è stato soppresso con la conseguenza che sono scomparse anche le relative trattenute sul salario, facendo lievitare di circa 700 euro netti il loro compenso mensile.

Di fatto, il taglio di circa 1.300 euro lordi, corrispondenti a 700 euro netti, annunciato dal vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione, annulla l'aumento che ci sarebbe stato con la scomparsa dei contributi legati al vitalizio.

Conseguentemente, a fine mese, i Parlamentari continueranno a percepire le stesse scandalose somme dell'anno scorso, anche dopo questi apparenti tagli.

Ma non finisce qui, perché i 1.300 euro "tagliati" finiranno in un fondo speciale vincolato a favore degli stessi deputati.

Non c'è dunque nessuna riduzione degli stipendi dei Parlamentari, ma semmai un congelamento temporaneo di aumenti che potrebbero tornare a concretizzarsi non appena i politici riterranno di poterli far ingoiare ai loro elettori.

Anche per quanto riguarda le indennità percepite per eventualmente stipendiare assistenti, portaborse e segretari particolari, i nostri Parlamentari non hanno esitato a prenderci in giro.

Anziché abolirle o quantomeno ridurle, la riforma prevede solo che i Parlamentari dovranno documentare come spendono il 50% di queste indennità.

Sceglieranno loro cosa documentare e come farlo, e chiunque avrà qualcosa da ridire dovrà incassare l'accusa di ledere la "sacra" autonomia del Parlamento.

Questa ennesima farsa messa in scena dalla casta dei politici non giunge certamente inattesa. Del resto, in quale altro settore è il lavoratore dipendente che determina l'ammontare del proprio stipendio? Ed in quale altro Paese, la casta politica ha una simile arroganza e supponenza?

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