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Tobin Tax: le obiezioni britanniche e l'asse franco-tedesco

Martedì 10 Gennaio 2012, 15:53 in Economia e Globalizzazione di

La Tobin Tax fa discutere l'Europa. Favorevoli Francia e Germania, contrarissima la Gran Bretagna che prova a difendere i vizi della sua piazza finanziaria.

Immagine di anteprima per unione europea.jpgLa Tobin Tax torna sul tavolo dei negoziati sul nuovo Patto europeo. A spingere in questa direzione sono soprattutto Francia e Germania che propongono anche la nascita di un vero e proprio governo dell'Eurozona, con l'introduzione nelle Costituzioni nazionali dell'obbligo del pareggio di bilancio.

La Tobin Tax, inventata dall'economista e Premio Nobel James Tobin, colpirebbe con un'aliquota dallo 0.1% all'1% tutte le transazioni finanziarie con l'obiettivo di frenare la speculazione e stabilizzare l'andamento dei mercati.

Nella versione caldeggiata dall'asse franco-tedesco, la Tobin Tax dovrebbe colpire soprattutto le transazioni di breve termine, quelle effettuate a soli fini speculativi.

La Gran Bretagna è nettamente contraria ad una tassazione sistematica delle transazioni finanziarie, difende il ruolo della City e teme una fuga di capitali verso altre piazze finanziarie meno regolamentate. Alle obiezioni britanniche si sono aggiunte quelle, interessate, del mondo della finanza.

I nemici della Tobin Tax ricordano all'Europa che oggi, in una finanza internazionalizzata, tassare le transazioni con efficacia richiederebbe l'accordo di tutti, per la facilità con qui si possono muovere i grandi capitali. Per "fuggire" alla tassa, infatti, capitali e operatori finanziari potrebbero semplicemente spostarsi in Asia o America, con risultati disastrosi per i Paesi che la dovessero applicare.

Per questo, nonostante la grande attenzione che il dibattito sulla Tobin Tax sta suscitando, non è facile che si arrivi davvero a qualcosa di concreto.

Ma come avviene la speculazione finanziaria? Per capirlo, proviamo a fare due esempi:

Le vendite short, o allo scoperto, sono operazioni nelle quali si vendono titoli che non si possiedono, ma si detengono solo in prestito dai titolari in cambio di un tasso d'interesse commisurato alla durata di tale prestito. L'operatore scommette che quel titolo perderà di valore, spera quindi che vendendolo prima del calo all'acquirente e ricomprandolo sul mercato ad un prezzo ridotto, sarà in grado di restituirlo al prestatore pagando l'interesse richiesto ed al contempo conseguendo un profitto. L'operazione ha natura esclusivamente speculativa, consente al prestatore di conseguire un profitto (il tasso d'interesse) ad un rischio ridotto, ha un effetto svalutativo sui titoli (aumentando artificiosamente l'offerta) e impoverisce gli altri detentori di quel titolo.

Tra i derivati, va menzionato l'investimento con leva che è un'operazione finanziaria nella quale si investe un capitale molto inferiore a quello necessario su una determinata quantità di valori sottostanti assumendo contestualmente un debito corrispondente alla differenza. Ad esempio, chi decide di investire in leva 10 per acquistare o vendere un sottostante che vale 100.000 euro, dà al suo intermediario solo 10.000 euro. Se al termine dell'operazione il guadagno è pari al 2%, il profitto conseguito al netto delle commissioni ammonterà a 2'000 euro (il 20% del capitale consegnato al broker). Tuttavia, se l'operazione dovesse andare male, si moltiplicherebbero anche le perdite.

La finanza ed i mercati borsistici sono nati per finanziare l'economia reale e agevolare gli scambi. Tuttavia, oggi, molti strumenti finanziari sono usati prevalentemente a scopi speculativi. Investire per speculare è il lavoro quotidiano di un esercito di operatori finanziari, e l'hobby, qualche volta profittevole ma in genere tragicamente rischioso di un ancor maggiore numero di cittadini. E' anche l'attività accessoria di molte aziende ed enti, pubblici e privati, spesso per porre rimedio in qualche modo a disastri di gestioni tutt'altro che oculate. Si acquista un titolo, si spera che salga, e lo si vende appena si ha la sensazione sia arrivato il momento giusto per farlo.

Il sogno dei facili profitti che le borse regalano a chi abbia anche solo piccole somme da investire è anche un'importante fonte di liquidità per un sistema economico fondato sempre meno sul lavoro, e sempre più sui dividendi degli indebitamenti pubblici e privati.

Una Tobin Tax potrebbe far fuggire il denaro della grande speculazione, ma è un prezzo che si deve essere pronti a pagare perché i mercati europei ne guadagnerebbero comunque in credibilità e stabilità.

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