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Il Parlamento greco ha approvato il nuovo piano di austerity imposto dalla Troika per poter sbloccare 130 miliardi di euro di nuovi prestiti. Tra proteste di piazza e scenari apocalittici.
Il Parlamento greco ha approvato domenica sera il piano di austerity imposto dalla Troika. Il SI definitivo è arrivato dopo dieci ore di dibattito in una giornata caratterizzata da dure proteste di piazza e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.
Il nuovo piano di austerity era una delle condizioni imposte da FMI, BCE e Commissione Europea per la concessione di nuovi prestiti per 130 miliardi di euro. La Troika, soprattutto per le pressioni del governo tedesco, chiede anche che il governo Papademos dia prova di una rapida ed effettiva implementazione delle nuove misure di risparmio come di quelle annunciate in passato ma mai pienamente realizzate.
Il via libera definitivo al nuovo pacchetto di aiuti, nonostante il voto di ieri, resta condizionato al consenso, non scontato, che la Grecia attende dalla Germania entro la fine del mese di febbraio.
Il dibattito parlamentare è stato preceduto da un drammatico appello che il Premier Lucas Papademus ha rivolto ai greci nella serata di sabato.
Lucas Papademus, in un messaggio televisivo, ha prospettato scenari apocalittici nel caso di un mancato accordo con la Troika, ricordando il rischio della bancarotta e di conseguenti e devastanti catastrofi sociali.
Il piano approvato dal Parlamento aggiunge nuovi durissimi sacrifici sulle spalle soprattutto delle fasce meno abbienti della popolazione greca: migliaia di nuovi licenziamenti nel settore pubblico, nuovi tagli alle pensioni ed alla sanità, una clamorosa deregolamentazione del lavoro ed una riduzione addirittura del 22% del salario minimo garantito che per i giovani arriva addirittura al 32%. Il piano prevede anche la privatizzazione per tutta una serie di imprese e strutture statali, in particolare nei settori dell'acqua, dell'energia e delle lotterie.
Nell'agonia della crisi economica greca, quel che stupisce, ancor piu' della durezza dei sacrifici, sono i numeri su quanto questi sacrifici consentiranno di risparmiare rispetto all'entità del debito pubblico greco.
Mentre si contano i feriti (almeno 60) per gli scontri di Atene nella sola giornata di domenica, in molti si domandano come queste misure possano davvero consentire alla Grecia di salvarsi dal fallimento. Dal 2009 ad oggi, le misure di austerità che si sono susseguite nel tempo, non hanno finora migliorato i conti pubblici greci: il debito è infatti salito dal 127% del PIL all'attuale 159%. I sacrifici imposti dal governo greco sono stati di fatto vanificati dall'impennata dei tassi d'interesse sul debito e dal crollo dell'economia reale con una disoccupazione salita sopra il 20%.