Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Bufera sul Festival di Sanremo dopo gli attacchi di Celentano contro le testate Avvenire e Famiglia Cristiana.
Non si placano le polemiche per l'intervento di Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2012.
La prima serata del Festival di Sanremo era stata lungamente preparata e annunciata. Grazie a settimane di bombardamento mediatico ed alla strumentalizzazione della partecipazione dell'attesissimo Celentano, gli indici d'ascolto della prima serata hanno sbaragliato i record precedenti.
I monologhi di Celentano sono stati accompagnati dagli applausi e dalle urla di approvazione di un pubblico che non aspettava altro per battere le mani.
All'Ariston, Adriano Celentano ha fatto esattamente quel tipo di sermone che si poteva prevedere e per cui era stato chiamato, con monologhi non particolarmente originali ma ben costruiti, con tante piccole schegge di verità argomentate in modo piuttosto grossolano e superficiale.
Il risultato è stato l'espressione di un'interpretazione del cattolicesimo un po' anticlericale ma non molto lontana da quella propugnata domenicalmente da molti parroci ed abbracciata da moltissimi fedeli. Nel suo monologo, Celentano ha sostanzialmente rimproverato le testate Avvenire e Famiglia Cristiana di occuparsi troppo di politica terrena e troppo poco di cose ben più importanti come il senso della vita ed il messaggio divino, portando all'Ariston una questione che più in generale abbraccia anche il tema, sempre attuale, della definizione del concetto di Chiesa e del ruolo dei suoi rappresentanti.
Si potrebbero sprecare fiumi di parole per riflettere sulla questione se sia davvero opportuno da parte della RAI concedere tanto spazio e tanta visibilità ad un artista, per quanto popolare ed apprezzato, le cui convinzioni personali non valgono più di quelle di qualsiasi altro cittadino e la cui chiarezza espositiva non è certamente indenne da qualche difetto. E ci si potrebbe interrogare sul perché nel Festival di Sanremo le performance musicali siano ormai state relegate ad un ruolo subalterno.
Tuttavia, a stupire sono state le immediate, esagerate, strumentali polemiche del giorno dopo.
Mentre la CEI esprimeva la sua irritazione, la RAI ha addirittura commissariato il Festival di Sanremo, preso le distanze dalle parole di Celentano e tentato goffamente di nascondere le sue responsabilità di editore.
L'impressione è che, se Celentano è andato oltre i sempre discutibili limiti della libertà di espressione, lo ha fatto invece in un'altra occasione, quando ha definito "deficiente" la star dei critici televisivi Aldo Grasso. Eppure, sull'attacco ad Aldo Grasso, in pochi si sono degnati di spendere qualche parola.