Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Roma paralizzata dalla neve, polemiche tra Alemanno e la Protezione Civile, mentre i cittadini si chiedono come sia possibile che la capitale d'Italia vada in tilt per un po' di neve.

Il grande freddo di questi giorni, la neve ed il gelo stanno creando enormi problemi in buona parte d'Italia, con i disagi maggiori nei centri meno organizzati.
In un Paese nel quale si sussurra, giustamente, che "basta che una gallina faccia pipi, per bloccare tutto", Roma Capitale diventa il simbolo dell'inadeguatezza del sistema Italia a fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza o presunta tale.
Le cronache che giungono da Roma sono imbarazzanti: per 24 ore di nevicate con qualche decina di centimetri di neve al suolo, circolazione bloccata, mezzi pubblici e taxi rarissimi, scuole, poste e uffici pubblici chiusi.
Divampa la polemica tra il sindaco Alemanno ed il capo della Protezione Civile Gabrielli, col primo che se la prende con le informazioni sbagliate che asserisce di aver ricevuto ed il secondo che sostiene che la gravità delle previsioni era stata pienamente intesa da tutti.
Sembra manchi tutto, dal sale alle catene e ai pneumatici adatti per i mezzi pubblici. Si dice che non si vedesse una simile nevicata da 30 anni.
Intanto, il sindaco Alemanno invita tutti a stare a casa ma anche a prendere le pale per spazzare la neve.
A Roma, ha nevicato in sette degli ultimi venti inverni, anche se non con l'intensità di questi giorni. Nevicate simili c'erano invece state nel 1939, nel 1965 e nel 1985.
In Italia, abbiamo l'abitudine straordinaria a definire eccezionali un gran numero di fenomeni che di eccezionale non hanno poi molto.
L'eccezionalità è politicamente comoda, perché consente di giustificare le mancanze e le inefficienze delle amministrazioni locali attraverso l'invocazione della presunta imprevedibilità di un qualche evento.