Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Sciopero generale in Portogallo contro il piano di austerità del governo, ed in particolare la nuova riforma del lavoro, con licenziamenti facili e tagli agli stipendi.
Se la riforma del lavoro prospettata dal governo Monti suscita l'irritazione delle sinistre ed un nuovo sciopero della CGIL, quella che si prepara in Portogallo scatena una vera e propria ribellione di molte categorie di lavoratori.
Il governo portoghese sta tentando di soddisfare le richieste della troika (Unione Europea, BCE, FMI) per poter aver accesso ad un prestito di 78 miliardi di euro ritenuto essenziale per i destini del Paese. In quest'ottica, il governo sta preparando una drastica deregolamentazione del mercato del lavoro, con licenziamenti notevolmente facilitati, una riduzione degli orari di lavoro e quindi dei salari, la cancellazione di alcuni giorni di vacanza e la riduzione dei periodi di congedo retribuiti.
Per la CGTP, la prima sigla sindacale del Paese, il governo starebbe sostanzialmente cancellando il diritto al lavoro e favorendo la nascita di un modello economico fondato sul ribasso salariale.
Per i dipendenti dei servizi pubblici e gli impiegati statali, i tagli equivalgono alla cancellazione di due stipendi mensili ogni anno.
alle 02:19
mogol_gr
Non puoi dare la notizia alle 14:55 é tutto.