Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Paradossale al vertice interministeriale tra Italia e Turchia. Il Ministro Terzi accusa l'India di violare il diritto internazionale, e l'Italia flirta col governo turco, campione europeo della tortura.

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, è impegnato in Turchia per una serie di incontri bilaterali. Al termine dell'incontro col Ministro degli Esteri turco, Terzi è tornato sulla questione dei due marò arrestati in India, sottolineando la scorrettezza del comportamento delle autorità indiane.
Il Ministro Terzi si è detto preoccupato del fatto "che possa essersi verificata una frattura e un'eccezione a principi fondamentali dell'ordinamento giuridico internazionale, il principio fondamentale che e' quello del riconoscimento della sovranita' giurisdizionale su navi che battono bandiera nazionale, in questo caso la bandiera italiana, in alto mare".
In realtà, l'India non ha violato nessuna norma del diritto internazionale, perché il luogo di commissione dell'eventuale reato (l'omicidio probabilmente colposo dei due pescatori indiani) è costituito anche dal peschereccio e ricade quindi anche sotto la giurisdizione indiana.
Sarebbe stato senz'altro più interessante che il Ministro Terzi avesse dedicato qualche parola al genocidio degli armeni, ancora non riconosciuto dalle autorità turche, o più in generale alle vergognose violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale che avvengono quasi quotidianamente in Turchia, in particolare ai danni della minoranza curda.
La Turchia si conferma infatti in vetta alle classifiche sulla violazione dei diritti umani in Europa, come attestato dal numero di sentenze di condanna emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. L'Italia, prima con Berlusconi ed ora con Monti, continua comunque ad esserne il principale sponsor in sede europea