Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Giorni di preoccupazione e incertezza per la Lega. Mentre i sondaggi indicano un importante calo di consensi, nelle ricostruzioni del caso Belsito spuntano nuovi nomi importanti dell'establishment leghista.
La Lega Nord vive giorni drammatici che aprono grossi interrogativi sulla stessa possibilità di sopravvivere di un partito che, alleandosi prima a destra, poi a sinistra, poi nuovamente a destra, ha svolto un ruolo chiave in quasi tutti i governi degli ultimi anni.
Dopo le dimissioni di Umberto Bossi e le espulsioni di Rosy Mauro e Francesco Belsito, lo scandalo sembra allargarsi a nuovi nomi dell'establishment leghista, politici coinvolti o comunque consapevoli e consenzienti rispetto alle acrobazie finanziarie dell'ormai ex tesoriere.
Secondo il Corriere della Sera, tra i dirigenti coinvolti ci sarebbero anche l'ex Ministro Roberto Calderoli, peraltro ora uno dei tre reggenti del partito, Piergiorgio Stiffoni e Giancarlo Giorgetti. Un giro di affari che potrebbe interessare anche alcuni politici calabresi.
Intanto, la vicepresidente del Senato Rosi Mauro si difende, denuncia l'ingiustizia della sua espulsione dal partito e parla di un "rancore" che ha prevalso sulla "verità".
L'incertezza sul futuro della Lega, insieme al lento declino del PDL, sembrano aprire un vuoto di rappresentanza nell'elettorato di centro destra. Secondo gli ultimi sondaggi, la Lega Nord sarebbe ormai sotto il 7% delle intenzioni di voto, superata da IDV, UDC e SEL, con il PDL fermo attorno al 22%.
I possibili sviluppi del caso Belsito, e le probabili spaccature tra maroniani e bossiani, e tra lombardi e veneti, potrebbero indebolire ulteriormente un movimento che, solo pochi mesi fa, sperava invece si superare di slancio il 10% grazie allo sfruttamento della sua opposizione al governo Monti.