Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Si è aperto il processo al massacratore di Utoya. I mille interrogativi attorno all'incomprensibile figura di un pazzo razzista, ed i confronti con le nostre follie del passato.

Le prime ore del processo Breivik hanno confermato tutte le peggiori attese. Il pazzoide xenofobo che ha ammazzato 77 persone solo perché non ne condividevano le assurde teorie, si è presentato col saluto nazista ed ha esordito sostenendo di aver agito per legittima difesa contro le politiche pro immigrati del governo laburista.
Ammazzando i giovani e giovanissimi simpatizzanti del partito, Breivik riteneva di poter spezzare il ricambio generazionale e salvare la Norvegia da un futuro imbarbarito dal "mescolamento delle razze".
Quando è stato mostrato in aula il filmato di 12 minuti pubblicato dallo stesso Breivik il giorno degli attentati di Utoya e Oslo, una sorta di inno al razzismo accompagnato da una catena di immagini dedicate all'estremismo islamista, Breivik ha dato l'impressione di commuoversi e produrre qualche lacrima.
Impossibile dire con certezza se la sua pazzia sia tanto profondamente radicata nel suo essere, o se stia almeno in parte recitando. Fino a che punto la propaganda dell'estrema destra è in grado di azzerare l'intelligenza ed il senso critico di un uomo? Se la propaganda islamista crea kamikaze pronti a sacrificarsi per diffondere morte, in nome di reinterpretazioni tanto radicali da essere ridicole dei dettami di una religione, non si vede perché un analogo processo di instupidimento non possa essere generato anche dalle ideologie politiche.
In fondo, all'epoca del fascismo, i giornali italiani erano dominati da ridicole teorie sulla superiorità della razza e da vomitevoli violenze verbali verso gli ebrei.
Nell'America oggi guidata da Obama, per secoli i neri sono stati schiavi, comprati e venduti, considerati alla stregua di animali, "neppure troppo domestici".
Fino a che punto l'essere umano è in grado di coltivare una sua libertä autonoma e individuale, un suo senso critico in grado di resistere ai condizionamenti di un indottrinamento?
Come ha potuto il neonato Breivik diventare un adulto di questo stampo?
Mi dispiace ma sei male informato. Quello di Breivik non è un saluto nazista in quanto eseguito col pugno chiuso e Breivik ha dichiarato di odiare Hitler e amare gli ebrei.
alle 08:05
hunter
Coglione testa di cazzo, quello di Breivik è il saluto comunista...in effetti ha scelto il saluto giusto! ahahahah