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Ancora guai per Cuffaro, per l'ex Presidente della Regione Sicilia, che sta scontando una condanna a sette anni, i PM chiedono altri tredici anni di prigione per i suoi rapporti con Cosa Nostra.
Salvatore Cuffaro, ex Presidente della Regione Sicilia ed ex parlamentare UDC, già condannato con sentenza definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia, oggi ha affrontato nuovamente i PM di Palermo per l'appello di un secondo processo che lo vede imputato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
In primo grado, le richieste dell'accusa erano state respinte in quanto i giudici avevano ritenuto che Cuffaro, per quegli stessi fatti, sia stato già condannato e non sia quindi nuovamente processabile (ne bis in idem). I PM di Palermo ritengono invece che siano emerse nuove prove che dimostrano un ruolo duraturo e consapevole di sostegno a Cosa Nostra nell'arco di tutta la carriera politica dell'ex Presidente della Regione Sicilia.
Su Cuffaro, ormai in carcere da 18 mesi, è piovuta la durissima requisitoria del PM Patronaggio: "abbiamo cercato di dimostrare che l'apporto di Cuffaro a Cosa nostra è un apporto volontario e consapevole, perché Cuffaro non è uno sprovveduto (...), bacia degli assassini e su questo non possiamo tornare indietro, non ci sono dubbi. Perché Cuffaro ha fornito notizie fondamentali per la sopravvivenza di Cosa nostra, per evitare la cattura di Provenzano e di Messina Denaro, per permettere a Cosa nostra di riorganizzarsi".
La Procura ha chiesto altri 13 anni di reclusione.