Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Le reazioni dei politici al terremoto del 29 maggio. Tra solidarietà e strumentalizzazione, già si parla di soldi per la ricostruzione.

Il nuovo devastante terremoto che oggi ha colpito il Nord Italia non ha mancato di suscitare le reazioni, talora solidali, talora strumentali della politica.
Da destra a sinistra, molti leader politici si sono affrettati ad esprimere solidarietà alle vittime del terremoto e ad offrire la loro "collaborazione".
Camera e Senato hanno seguito un minuto di silenzio per ricordare le vittime di oggi. Ed il Presidente della Camera Fini ha annullato un concerto previsto a Montecitorio il prossimo primo giugno.
Il senatore PDL Giovanardi ha chiesto al governo di stanziare un miliardo di euro per aiutare le zone colpite dal terremoto, mentre i suoi colleghi presentavano in Parlamento una nuova versione dell'emendamento salva-Ruby.
Altri esponenti del PDL hanno chiesto di "superare" il patto di stabilità per avere maggior libertà di spesa nel fronteggiare l'emergenza.
Il Presidente della Repubblica Napolitano ha dichiarato che "è tristissimo che nel sisma in Emilia Romagna siano morti soprattutto operai".
Il Presidente della Regione Errani ha promesso che alle aziende e ai cittadini colpiti dal sisma saranno riconosciuti i "danni" subiti.
Il segretario del PD Bersani ha messo a disposizione della Protezione Civile le sedi del partito e annunciato l'apertura di un conto corrente per le donazioni presso UNIPOL. Poco dopo, anche l'IDV ha annunciato di mettere a disposizione le sue sedi.
SEL, Verdi e IDV hanno chiesto al Quirinale di annullare la parata del 2 giugno, ed usare i soldi risparmiati per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.