Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Ancora una strage della follia legata al mondo dell'estremismo razzista. In Arizona, un ex Marine e fondatore di una milizia anti-immigrati, ha ucciso quattro persone, inclusa una bimba per poi togliersi la vita.
Jason Ready, uno dei leader xenofobi più noti degli Stati Uniti, è stato il protagonista di un incredibile episodio di violenza.
Ancora una volta, razzismo e follia si mescolano in un mix tragico.
In una casa a Phoenix, Ready ha inspiegabilmente massacrato la compagna, la figlia poco più che ventenne ed il suo fidanzato, e la nipotina di soli 18 mesi per poi suicidarsi.
Ignote, per ora, le cause della lite che ha scatenato la furia di Ready.
Note, anzi notissime le idee e le passioni del killer, un ex Marine, attivissimo in svariati gruppi di orientamento neonazista, e fondatore della milizia privata U.S. Border Guard, con la quale organizzava pattugliamenti nel deserto al confine col Messico con l'obiettivo di fermare l'immigrazione irregolare verso gli States ed il narcotraffico.
Ready aveva lanciato una campagna per convincere i politici a riempire di mine l'area di confine ed avallare una politica radicale per la neutralizzazione dell'immigrazione ed il narcotraffico: sparare a vista, eventualmente uccidere.
Legato al Movimento Nazional Socialista americano, Ready si considerava una sorta di guardiano della purezza della razza bianca americana.