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L'Irlanda approva il Fiscal Compact con un chiaro 60% di SI in un referendum il cui esito appariva tutt'altro che scontato e che ha visto una partecipazione al voto modesta, di poco superiore al 50%.
Oggi l'Irlanda è stata chiamata a votare, con un apposito referendum, sulla ratifica del cosiddetto Fiscal Compact, il nuovo sistema di regole europee, decise a marzo, che obbliga gli Stati ad un maggior rigore fiscale nell'ottica del raggiungimento del pareggio dei bilanci pubblici e che conferisce più incisivi poteri di controllo agli organi dell'UE.
Il Fiscal Compact prevede, in cambio del maggior rigore finanziario, la possibilità di accedere ai meccanismi del nuovo Fondo Salva-Stati (ESM).
I sondaggi della vigilia indicavano una probabile affermazione dei SI, accreditati del 60% delle intenzioni di voto, ed i risultati del voto hanno confermato i pronostici della vigilia.
Il malcontento popolare, soprattutto nelle campagne, e le argomentazioni dei nazionalisti del Sinn Fein, tradizionalmente euroscettici, non hanno pesato a sufficienza per sovvertire i pronostici della vigilia.
D'altra parte, l'Irlanda, a differenza degli altri Paesi europei duramente toccati dalla crisi, ha dimostrato una discreta capacità di recupero dell'economia, con previsioni incoraggianti già per il prossimo anno.