Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
In Grecia, il fronte Pro-Euro vince le elezioni politiche, ma all'Europa non basta. Mentre Samaras si appresta a guidare un nuovo governo di salvezza nazionale, a Bruxelles si pianificano i nuovi sacrifici da imporre ai greci.

I conservatori di Nuova Democrazia hanno vinto le elezioni politiche greche e potranno formare un nuovo governo di coalizione insieme ai socialisti PASOK.
Il movimento di sinistra Syriza, secondo partito, rimarrà all'opposizione.
Vincono la linea della continuità e la volontà di rispettare gli impegni assunti con FMI, BCE e Commissione Europea.
La Grecia vuole provare a rimanere nell'Eurozona e a accettare i nuovi sacrifici che le saranno richiesti per onorare i suoi debiti.
Bocciate le proposte di Syriza che avrebbe voluto lasciare l'euro, tornare alla dracma e rinnegare i propri obblighi con i creditori.
Sono state elezioni molto particolari quelle greche, arrivate poche settimane dopo una prima consultazione che aveva dato vita a un Parlamento incapace di esprimere una maggioranza di governo. Sono state elezioni caratterizzate da un'inusuale protagonismo di governi esteri e istituzioni internazionali, tutti pronti a ricordare ai greci che, se non avessero votato per i partiti giusti, sarebbero stati condannati a decenni di grave miseria. Non si ricorda, nella storia recente d'Europa, un simile condizionamento della democrazia di una nazione. L'Europa non si era mobilitata con questa energia neppure quando in Francia l'estremista Jean-Marie Le Pen era riuscito ad acciuffare il ballottaggio delle Presidenziali, e neppure quando, recentemente, le elezioni ungheresi avevano portato al potere i nazionalisti di estrema destra.
Già oggi, all'indomani delle elezioni greche, molti economisti e politici europei hanno spiegato che, anche se le elezioni hanno premiato il "buon senso", la Grecia probabilmente non ce la farà né a restare nell'euro né a evitare la bancarotta. Angela Merkel ha avvertito che la Germania non intende fare concessioni alla Grecia e che non ci sarà nessun ammorbidimento delle sue posizioni.
Ai greci non sembra restare che la rassegnazione, mentre la partita calcistica con la Germania ai quarti di finale di Euro 2012 rischia di trasformarsi in una sfida incattivita dai veleni della politica e di una solidarietà europea rimasta finora solo sulla carta.