Lo sviluppo sostenibile nella politica italiana
Storico accordo in sede europea per uno scudo anti-spread. Basterà a fermare la crisi economica e la grande speculazione?

Alle prime ore dell'alba, l'annuncio di un accordo anti-spread tra i leader europei apre le porte ad un Europa più solidale.
La decisione è arrivata dopo un lungo negoziato, nel corso del quale Italia e Spagna hanno minacciato il veto al cosiddetto pacchetto per la crescita, se la Germania non avesse accettato misure immediate per contrastare la speculazione.
Cambieranno radicalmente i meccanismi che oggi regolano il funzionamento di EFSF e ESM, i cosiddetti fondi salva-Stati.
Le misure anti-spread, annunciate alla fine del vertice europeo, prevedono la ricapitalizzazione diretta delle banche, senza l'intermediazione degli Stati nazionali, e potrebbero spezzare il circolo vizioso tra debiti delle banche private e debiti sovrani. Decisa anche l'esclusione del monitoraggio della troika per i Paesi, pur in difficoltà, che abbiano rispettato le raccomandazioni UE: non sarà possibile pretendere dai governi nuovi e continui sacrifici, come accaduto negli ultimi anni alla Grecia.
I fondi salva-Stati interverranno direttamente, acquistando titoli di Stato, quando gli spread dovessero superare un certo valore-soglia, ancora da determinare: un meccanismo paragonabile a quello esistente ai tempi dello SME.
Non siamo ancora agli Eurobond, ma gli effetti potrebbero essere piuttosto simili.
Oggi la Borsa di Milano ha guadagnato oltre il 6% e lo spread con i titoli tedeschi è sceso del 10%.
Basterà?